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Comunicato stampa INAF: "AMBER debutta scoprendo un sistema planetario nelle prime fasi di formazione"
giovedì 24 novembre 2005, di Leonardo Testi


http://www.inaf.it/comunicati_stampa/cs241105/Inaf-22-05.html

Ricercatori dell’INAF - Osservatorio Astrofisico di Arcetri, insieme a colleghi francesi e tedeschi, hanno osservato, con una precisione mai raggiunta prima, le caratteristiche dell’ambiente circostante MWC 297, una stella di recente formazione. Grazie ad AMBER, l’interferometro nel vicino infrarosso recentemente installato presso il Very Large Telescope in Cile, è stata misurata l’estensione del disco di gas e polveri, considerato dagli astronomi una possibile “fucina” di pianeti giganti, che circonda il corpo celeste.

Grazie ad AMBER (Astronomical Multi BEam combineR), un sofisticato interferometro installato al Very Large Telescope dell’ESO (European Southern Observatory) sulle Ande cilene, un gruppo di ricercatori dell’INAF - Osservatorio Astrofisico di Arcetri insieme a colleghi francesi e tedeschi ha studiato con un livello di dettaglio mai raggiunto prima l’ambiente circostante MWC 297, una stella di recente formazione. Gli scienziati sono riusciti ad individuare la presenza intorno al corpo celeste di un disco di polveri e gas e a misurare con precisione la sua posizione e la sua estensione. Queste informazioni fanno ritenere che intorno a MWC 297 ci siano le condizioni ideali per la formazione di pianeti di grande massa.

Le osservazioni di MWC 297, condotte con AMBER subito dopo la sua attivazione, nel maggio 2004, hanno permesso di registrare la presenza di fenomeni tipici di una stella che ha appena concluso la fase di formazione, come la presenza di un disco di gas e polveri che ruota intorno ad essa, e il cosiddetto “vento stellare”, ossia gas proveniente dagli strati più esterni della stella che viene espulso nello spazio con velocità che raggiungono anche i 2 milioni di chilometri orari.

Gli astronomi, sulla base delle attuali conoscenze teoriche, avevano previsto l’esistenza di entrambe le caratteristiche osservate, ma questa è la prima volta che è stato possibile misurare simultaneamente e con grande accuratezza la loro estensione. Il disco di polveri è stato infatti osservato a partire da una distanza dalla stella di circa 60 milioni di chilometri e si sviluppa per circa 7,5 miliardi di chilometri. Facendo un paragone con il nostro Sistema solare, la struttura si estenderebbe dall’orbita di Mercurio fino a 50 volte la distanza tra Terra e Sole.

Ma c’è di più. Queste osservazioni hanno permesso agli scienziati di ricostruire attraverso simulazioni al computer alcune caratteristiche fisiche dell’ambiente stellare osservato, ottenendo un ottimo accordo tra i dati previsti e quelli effettivamente misurati da AMBER, contribuendo così a migliorare la nostra conoscenza sulla struttura ed evoluzione dei sistemi protoplanetari.

La scelta di MWC 297 come primo oggetto celeste da osservare con AMBER non è stata casuale. La stella, che si trova nella costellazione del Serpente e dista da noi circa 800 anni luce, era stata già osservata al Very Large Telescope con lo spettrografo ISAAC. Le informazioni accumulate facevano pensare che il corpo celeste avesse le caratteristiche di un sistema stellare di recente formazione. Ipotesi che sono state poi totalmente confermate dalle accurate misure di AMBER.

AMBER è un interferometro che opera nella banda del vicino infrarosso, combinando i dati provenienti dai telescopi da 8 metri di diametro del VLT. Il procedimento utilizzato accresce notevolmente la qualità e il dettaglio delle osservazio

ni in confronto a quelle ottenibili con un singolo telescopio. AMBER è stato progettato e realizzato da un consorzio composto da Istituti di Ricerca francesi, tedeschi e italiani. Per il nostro Paese ha partecipato l’Osservatorio Astrofisico di Arcetri.


Per informazioni: Leonardo Testi, lt@arcetri.astro.it, tel. 055 2752 285, cell. 333 49 70 252

Comunicati stampa degli altri Istituti di Ricerca coinvolti:
- European Southern Observatory (ESO)
- Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS)
- Max Planck Institut für Radioastronomie (MPIfR)





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